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sabato, 28 giugno 2008 giorno o notte che sia
[Estrazioni dentarie]
Perbacco! 17:56


Alla festicciola di un collega che si sposa, avrei forse tagliato delle lingue e le avrei messe su un tornio, o roba del genere. Un collega canticchia ad alta voce una canzoncina, e io penso che quelli che cantano ad alta voce - ma dico ad altissima voce, non dico il canticchiolio fra sè e sè, quello potrei averlo fatto anche io, forse in estrema solitudine, forse - non abbiano proprio in testa un bel niente. Sono così spensierati, perdio. Comunque quello che mi scoccia è che poi queste canzoncine - che sono poi quelle che si sentono a ripetizione in radio - mi restano appicciacate in testa come una colla e mi sorprendo a cantarle anche io, con estremo fastidio. Sarà per questo che non ascolto la radio...

La mia playlist in macchina oggi è questa:

Portishead, Joan as a police woman, Chris Cornell, Massimo Bubola, Gogol Bordello, Lou Dalfin, Radiohead, The Dresden Dolls.

Perbacco.



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sabato, 28 giugno 2008 giorno o notte che sia
[Estrazioni dentarie]
Il tempo delle cose minute 17:43


E' un manifesto programmatico, o un indigesto fattore degli incroci fra i diversi momenti, il cosiddetto frastuono dei silenzi. Il tempo delle cose minute scorre nello stillicidio dei secondi, e io vedo cani correre sui tetti. Ma non so se voglio tutte queste foglie gialle, è successo dal giorno alla notte che i nonsensi si riposavano in giardino. Ho cavato un dente marcio alla pianta dei gerani e non è uscito niente. Passo le notti nero cristallo.



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sabato, 14 giugno 2008 giorno o notte che sia
[Parole a manovella]
Al volo 09:52


Pianta la pala nella terra asciutta, sabbiosa, comincia a scavare, a levare via i sassi, a scendere di dieci centimetri poi di venti. Il sole alto sembra stia bruciando tutto. Fai in fretta gli dico. Mio fratello si asciuga la fronte, getta la pala più in là, prende il saccone nero e lo butta nella fossa, affonda le unghie nella terra e alza un gran polverone che gli insabbia i capelli, i vestiti, gli occhi. Porco boia, porco boia, guarda te, asino d'un asino che mi fai fare. Fai in fretta gli dico. Ma a me non importa molto. Alla prima pioggia si vedrà tutto. Prendi la pala, gli dico. Lui ricompatta la terra, ma si vede una piccola montagnola, un rigonfiamento del terreno. Mettiamo sopra un asse di legno, pestiamo coi piedi, eppure niente da fare. Stiamo lì accovacciati per dei minuti interi. A nessuno dei due viene un'idea che sia una. Poi ci accorgiamo che è rimasto fuori un dito della mano. Allora mio fratello va in casa a prendere il coltello, quello da farci il cappone a natale. Il vecchio lo usava per farci paura. Ven chi che t'amazo. Taglio il dito dal terreno come una malerba, lo butto lontano nel campo, poi penso che ne verrà una pianta e che tutto il campo sarà un campo di dita mozzate. Cerco dappertutto nelle erbacce ma niente, è sparito, l'avrà inghiottito il terreno.
Corro in casa e rovisto dappertutto, spacco le sedie, i vetri delle finestre, faccio più danni che un terremoto. Per terra, la macchia di sangue non è rossa ma nera come la notte. Getto sopra quel che è rimasto del vino e non so perché ma mi sembra che sia un gesto terribile.
Poi mio fratello mi chiama e mi volto e lui sorridente ha un piede del nonno in mano. Il calzino è tutto pieno di terra. Anziché rimetterlo nella buca me lo lancia e io lo prendo al volo, come un portiere della serie a.



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sabato, 31 maggio 2008 giorno o notte che sia
[Yes, it's fu***ing political!]
Auto-nomos 19:07




fratture multiple di cubicamente [A passenger]

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sabato, 31 maggio 2008 giorno o notte che sia
[Yes, it's fu***ing political!]
no nuke 18:49




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sabato, 31 maggio 2008 giorno o notte che sia
[Yes, it's fu***ing political!]
Da una mail che ho ricevuto. 18:48


MANIFESTAZIONE NO "BIO" ETANOLO
IL 7 GIUGNO A RIVALTA SCRIVIA
CHI DIVORA IL NOSTRO TERRITORIO,
AFFAMA LA GENTE OVUNQUE.
"BIO"ETANOLO NE' A RIVALTA NE' ALTROVE!
Invitiamo tutti ad una grande manifestazione pacifica a Rivalta Scrivia (frazione di Tortona) Sabato 7 Giugno dalle ore 14,00 in piazza Elemento, per scandire a gran voce il rifiuto alla costruzione del più grande impianto europeo di produzione di "bio"etanolo.
Un impianto per produrre etanolo utilizzando mais, una produzione che l’ONU ha definito “un crimine contro l’umanità”, una delle ragioni per cui in ogni angolo del mondo cittadini e contadini protestano per l’aumento del prezzo del mais e dei generi alimentari di prima necessità che, in alcune regioni, già scarseggiano, provocando fame e rivolte popolari. Un progetto insostenibile che viene proposto dalla coppia di imprenditori Ghisolfi - Gavio e che, non casualmente, ha ottenuto il sostegno bipartisan del Consiglio Comunale di Tortona, sordo alle 4000 firme raccolte in breve tempo contro l’impianto.
Ancora una volta è nella piccola frazione tortonese che si vuole insediare un impianto giudicato da molti obsoleto (Austria e Germania hanno già bloccato la costruzione di impianti simili) e totalmente inutile (non riduce la dipendenza dal petrolio, non fa diminuire i gas serra, non è economicamente conveniente); torna utile solamente a chi lo costruisce, grazie ai contributi erogati dalla comunità europea, pagati da chi lavora e produce ricchezza.
Rivalta Scrivia, già duramente gravata da insediamenti pericolosi (una fabbrica di esplosivi, un grosso deposito di fitofarmaci), dalle cave e dall’interporto, con centinaia di camion che transitano sulla strada provinciale che taglia in due il paese; Rivalta, in cui si è già tentato una volta di costruire un inceneritore (ed ora se ne riparla); Rivalta, che a suo tempo ha bloccato il tentativo di insediamento della “pista Pirelli”, ha deciso di reagire a questa serie di imposizioni insostenibili costituendo il Comitato Civico per Rivalta Vivibile, il quale ha organizzato numerose iniziative per tutelare i diritti delle donne, degli uomini, degli anziani e dei bambini che la vivono e per favorirne la promozione sociale.
Adesso crediamo che sia arrivato il momento di manifestare tutta l’indignazione per l’ennesima grande opera imposta sulla testa dei cittadini, per la difesa del territorio di Rivalta Scrivia, del tortonese e della Fraschetta, già duramente provati dalle peggiori nefandezze, perché produrre benzina utilizzando alimenti è eticamente, economicamente e politicamente insostenibile e deplorevole, in ogni luogo.
Sarà una grande manifestazione pacifica a cui invitiamo tutte le donne e tutti gli uomini che hanno ancora la forza di indignarsi e di lottare con determinazione per la difesa dei loro diritti: a loro chiediamo di riconoscersi simbolicamente nelle bandiere NObioetanolo e di manifestare insieme ad altre comunità locali in lotta per la difesa dei beni comuni e dell’ambiente. Siamo convinti che abbiamo tutti bisogno di costruire un grande movimento nuovo, pluralista, partecipato, che si riconosca nel rifiuto del "bio"etanolo.
Siamo ancora agli inizi di quella che si preannuncia una lunga battaglia, ma siamo sicuri che nonostante l’arroganza e la prepotenza di politici e imprenditori, noi la vinceremo, con la forza delle nostre idee.
MOVIMENTO NO “BIO”ETANOLO
www.nobioetanolo.it
Info per raggiungere Rivalta:
da Alessandria 3393590806 - 3382422635
da Tortona 3471817312 - 3400606565
“Se si sogna da soli è solo un sogno,
se si sogna insieme è la realtà che incomincia...”



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sabato, 31 maggio 2008 giorno o notte che sia
[Yes, it's fu***ing political!]
Energie alternative?? 18:47



Che aprano buchi nella terra, che li aprano. Saranno tutti sommersi. Che facciano tunnel nella montagna o centrali al bioetanolo; che producano pure ecoballe, eco termo valorizzatori, che stanzino fondi per nuove discariche.
Il mondo, il mondo li sommergerà.


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domenica, 18 maggio 2008 giorno o notte che sia
[Parole a manovella]
Mosche 19:48


Quel giugno le mosche erano dappertutto. Erano fra i capelli, nei vestiti, dentro gli armadi o i cassetti. Erano tempi duri. La sera, quando si mangiava, le mosche galleggiavano nella minestra. Forse le mosche erano anche nel piatto di mio padre, ma mio padre non se ne accorgeva. Lui la minestra la mangiava in un batter d'occhio. Alla tv c'era la tribuna politica e ne aveva da dire contro Almirante e Andreotti. Diceva che gli operai avrebbero spaccato il culo a quei due, che gli operai avrebbero preso il posto dei capitalisti e che sarebbe stata una vita grama per loro. Mia madre non ci faceva più caso alle sue parole. Mia madre la minestra non la mangiava mai. Andava a letto digiuno. Ma una volta provò a dire qualcosa e mio padre si drizzò sulla sedia, gli disse cercati un lavoro che qui non si campa e lui strabuzzò gli occhi, ciancicò della cassa integrazione e dello sciopero a oltranza e dei picchetti e che se non cambiava qui si faceva la rivoluzione. Mia madre si ammutoliva in un angolo e si sentivano solo le parole di Almirante. Così ingoiai una mosca viva e mi sembrava che nel mio stomaco si schiudessero uova di mosca. Le mosche volavano tutte dentro di me e lentamente mi mangiavano a partire dai piedi. Fu allora che mi misi a gridare.


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sabato, 10 maggio 2008 giorno o notte che sia
[Parole a manovella]
Pilastri della creazione 17:11


Dietro ai resti di un fabbricato. E' una scoperta sensazionale per l'archeologia moderna. Dico ai giornalisti. Si innalzano tremendi come lamenti. Laggiù. Indico con la mano.

La striscia di asfalto è ridotta in pietre in alcuni punti. Il sole è belluino. Cerchiamo di interpretare alcuni cartelli. Recano il nome della divinità del luogo, supponiamo. M'Ano. Un cane smarrito rovista nell'erbaccia secca. Ci sono insetti dappertutto.

Ecco, dico, guardate. Laggiù. I pilastri della creazione, così li abbiamo chiamati. Qui probabilmente l’uomo primitivo si riuniva con i suoi simili a pregare. Forse è un orologio celeste. Come a Stohenenge. Ma certo. Scandisce il tempo per la semina e il tempo per il raccolto.

I pilastri sono di cemento armato. Che tecniche conoscevano gli antichi. Impressionante. Sostengono un architrave curvo, anch'esso in cemento armato. Troviamo i segni del passaggio dei carri. Due solchi paralleli che conducono alla cima di un ponte.

Da lassù si compivano dei sacrifici umani, proclamo. Le persone si consacravano al loro Dio gettandosi con i carri giù dal ponte. I giornalisti si ritraggono un poco. I pilastri biechi sotto il sole paiono come robuste piante secolari, immortale monito alla vita umana, così miserabile e provvisoria.

Poi, volgendo lo sguardo a caso sopra le sterpaglie, mi accorgo di leggere il vero nome di questo luogo, scolpito nel calcestruzzo sulle architravi del ponte.

Tangenziale Nord, di-re-zio-ne la-ghi.



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venerdė, 18 aprile 2008 giorno o notte che sia
[DeGustyBus Disputandum Est]
19:29


Non chiedersi perché. Non affrontare la verità. Non sapere. Non domandare. Non pretendere. Non valere una cicca. Non pensare ma guardare. Passività.


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